Anello delle Cascate dell’Arzino via Chiavalarias

Facile

Anello delle Cascate dell’Arzino via Chiavalarias

Facile

Trekking Facile
Anello delle Cascate dell'Arzino via Chiavalarias

L’anello delle Cascate dell’Arzino è una delle escursioni più appaganti del Friuli occidentale per il contatto con la natura incontaminata e l’omonimo torrente, la bellezza del territorio selvaggio e il senso di libertà che trasmette. Nel cuore della Val d’Arzino, tra Verzegnis e Vito d’Asio, il torrente scende incidendo la dolomia in una lunga sequenza di salti, vasche levigate e pozze di un verde smeraldo intenso, il tutto racchiuso in una faggeta fitta e ombrosa. L’acqua è limpida e gelida anche in piena estate, e lungo il percorso — seguendo i vari sentieri forestali che si staccano dalla pista principale — si possono raggiungere diverse cascate, caratteristiche del luogo. Se seguirete il percorso descritto in questa guida potrete raggiungere quelle principali e più famose, raggiungibili più a monte in auto.

Il percorso non presenta difficoltà tecniche e non richiede un particolare allenamento. Si sviluppa su un panorama sempre a cielo aperto, ti consiglio pertanto di scegliere giornate non troppo calde e di usare la crema solare. Mi raccomando, usa sempre attrezzature sportive e calzature per il trekking adeguate. In questo caso essendoci un paio di punti da guadare controlla il meteo e usa degli stivali da trekking con tomaia impermeabile se vuoi restare con i piedi asciutti. Se hai bisogno di qualche consiglio per gli acquisti troverai una sezione dedicata in fondo alla pagina.

Non c’è un segnavia CAI: si segue la traccia forestale, larga e inconfondibile. Il periodo che vi consiglio di più in assoluto è l’autunno per il foliage e i colori intensi di cui si tinge la valle, ma è comunque bello tutto l’anno. In estate ha il suo vantaggio — poca acqua, guadi facili e pozze in cui immergersi per trovare refrigerio dalla calura estiva.

Dove parcheggiare l’auto
Parcheggi bordo strada a Cjavalarias

Seguendo le indicazioni di Google Maps vi troverete in località Chiavalarias, sulla SP1 che risale la Val d’Arzino (punto preciso a questo link). In corrispondenza di un tornante, sulla sinistra, si stacca una pista sterrata (segnalata) che scende a un piccolo spiazzo di parcheggio accanto a un ponte sopra la forra del torrente. Da Gemona sono circa 40 minuti di auto su strada di montagna a tornanti.

Nei giorni di grande affluenza lo spiazzo si riempie e capita di dover lasciare l’auto lungo la strada. La valle ha diversi parcheggi lungo la provinciale, alcuni dei quali danno accesso più diretto alle singole cascate. Insomma, chi primo arriva meglio alloggia!

Il punto di partenza è la strada sterrata in discesa che porta ad un primo ponte di cemento da cui è possibile ammirare la gola in cui scorre l’Arzino, con i suoi magici colori.

Dettagli del trekking
Anello delle Cascate dell’Arzino via Chiavalarias

Luogo: SP1, 1920, 33090 Verzegnis UD

Punto di partenza: Parcheggio Malga Pramosio

Difficoltà: Facile

Sentiero/i CAI: Sentiero forestale

Km totali: 17,5 km

Tempo totale: 4h

Dislivello: 490m

Altitudine Min-Max: 580m - 820m

Punti d’acqua: Nessuno

Punti ristoro/appoggio: Baita Al Pioniere nella Valle di Preone (sosta a metà anello)

Ambiente: Larga traccia forestale, sentieri sterrati, bosco, guadi

Ciaspolabile: si

Per amici a 4 zampe: si

Guida al Trekking
Anello delle Cascate dell’Arzino da Cjavalarias

Il cuore del giro, dal ponte di Chiavalarias alla cascata principale, è una strada forestale ampia e ben marcata: poco più di 4 km quasi in piano, alla portata di tutti, bambini e cani compresi. Dalle cascate in poi potete decidere voi di quanto allungare la vostra camminata. Noi abbiamo proseguito fino alle sorgenti del fontanone e abbiamo poi attraversato la splendida Valle di Preone per fermarci a mangiare alla Baita “Al Pioniere”, il nostro segnavia per il ritorno.

L’andata-ritorno alle cascate si attesta intorno agli 8 km con un dislivello di 330 m. L’anello che abbiamo deciso di intraprendere è lungo circa 17,5 km; ci siamo spinti fino alla Valle di Preone e siamo rientrati per la strada asfaltata, concedendoci una piccola pausa per visitare Pozzis. La fatica per chi sceglie questo anello è solamente nella distanza, ma non nella difficoltà o per via del dislivello complessivo che resta contenuto (circa +490 m).

Si comincia attraversando il ponte sopra la forra: parapetto in ferro, muretti in pietra e, subito sotto, la prima pozza smeraldo dell’Arzino incassata tra le rocce chiare. Vale un affaccio prima ancora di partire. Un cartello a inizio percorso segnala che si è nella Val d’Arzino, su sentiero forestale.

Oltre il ponte si imbocca la strada forestale, larga e comoda, che resta quasi sempre a fianco del torrente salendo con pendenza gentile. Dopo poco più di un chilometro (~620 m) si costeggia un ampio greto ghiaioso, bianchissimo e aperto sul cielo, dove il bosco si dirada e compaiono le pareti della valle: è il tratto più assolato, cappello consigliato.

Si prosegue nella faggeta, sempre in leggera salita. Verso i 3,5–4 km (~630–655 m) il torrente si distende in un corso a canali intrecciati su ciottoli chiari, con i salici bianchi lungo le rive, poi il sentiero scavalca una passerella di legno immersa nel verde (~655 m): si è ormai vicini al momento clou.

Poco più avanti (~680 m) si apre il colpo d’occhio sulla cascata principale, uno dei punti più frequentati del percorso: un doppio salto d’acqua che precipita lungo la parete rocciosa in una pozza color smeraldo, inquadrata dall’alto dal belvedere. Proprio sopra questa cascata c’è un ampio parcheggio sulla strada di valle, usato da chi vuole raggiungere questi luoghi lasciando l’auto a pochi passi. Da qui, seguendo gli altri sentierini forestali, si possono ammirare ulteriori salti minori.

Chi ha intrapreso il percorso solo per vedere le cascate questo è il punto migliore, dai cui poi rientrare per la stessa strada forestale da cui è arrivato. Continuando invece a risalire il torrente verso le sorgenti, superata la cascata, intorno ai 5 km (~740 m) l’Arzino si fa più giovane e quieto, un corso limpido e basso che si attraversa quasi a piedi asciutti, dentro un bosco più chiuso. Da qui si sale verso la parte alta della valle e la zona del Fontanone (le sorgenti vere e proprie). Qui la traccia finisce su strada asfaltata che se intrapresa porta dritta dritta all’incantevole Valle di Preone, verso la nostra destinazione.

Il punto più lontano dell’anello è la Valle di Preone, dove si trova la Baita “Al Pioniere” (~815 m): casa in pietra e legno con tavoli all’aperto sotto le vette, ideale per la sosta pranzo. La valle ha un’unica strada d’accesso, quindi la si percorre in dentro e poi si ripercorre in fuori: la baita sta sull’anello, come suo estremo.

Per il rientro conviene scegliere la variante lunga su asfalto: dal punto in cui il sentiero si ricongiunge alla strada si scende seguendo i tornanti della valle passando per Pozzis. È più lungo del sentiero, ma molto più ombreggiato e decisamente più riposante in discesa — nelle ore calde è il consiglio che fa la differenza.

Dati tecnici e Traccia GPX
Parti preparato, scarica la traccia GPX da portare con te

Dove fermarsi a mangiare
Baita Al Pioniere nella Valle di Preone

Immerso nel verde della Valle di Preone, a due passi dall’Arzino e dal sentiero forestale, è la sosta ideale per gli amanti del trekking, ma anche per chi vuole semplicemente godersi un pranzo in allegria e completo relax, lontano dal logorio della vita moderna. L’ampio parcheggio e la strada asfaltata permettono proprio a tutti di arrivare alla baita e di godere a pieno la location.

Qui si sta davvero bene, nell’atmosfera tipica delle valli friulane: la musica tipica della fisarmonica che accompagna il relax, la simpatia e l’accoglienza del servizio, i profumi di casa che ti avvolgono, mentre dietro l’angolo preparano la polenta come da tradizione, con dedizione e maestria. Ho amato fin da subito questo luogo incantato, orgogliosamente friulano e dai sapori autentici.

Lo consiglio soprattutto a chi ha intrapreso il sentiero dell’Arzino e vuole fermarsi a mangiare, prima di imboccare la via del ritorno!

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