Da Cima Sappada alle Sorgenti del Piave sul sentiero naturalistico Piave

Facile

Da Cima Sappada alle Sorgenti del Piave sul sentiero naturalistico Piave

Facile

Trekking Facile
Da Cima Sappada alle Sorgenti del Piave sul sentiero naturalistico Piave

L’escursione da Cima Sappada alle Sorgenti del Piave, sul sentiero naturalistico Piave, è la scelta giusta per chi vuole godersi una camminata in tranquillità tra montagne, natura selvaggia e acque limpide. Da Cima Sappada si risale la Val Sesis costeggiando il fiume quasi interamente con il fruscio dell’acqua ad accompagnarci lungo tutto il percorso.

Nella prima parte il divertimento per bambini e amici a 4 zampe è assicurato! Ponticelli ed assi di legno, passerelle e scalette ricavate da tronchi squadrati che scavalcano il Piave da una sponda all’altra, sopra un greto di ghiaia bianchissima e pozze color turchese. I vostri bambini si sentiranno dei piccoli esploratori all’avventura. Fate attenzione a questo tratto perchè si scivola.

Poi la valle si apre. Superata la Baita Rododendro il bosco si dirada, i pascoli prendono il posto degli abeti e, dritto davanti, si alza la parete grigia e verticale del Monte Peralba. L’ultimo tratto alterna lingue di bosco e strada asfaltata di fondovalle, con le mucche al pascolo che a volte occupano la carreggiata, fino al cippo di pietra con l’elmo da alpino che segna il punto esatto in cui nasce il Piave.

È una camminata facile, alla portata di tutti, con un dislivello moderato e terreno agevole: chi non se la sente di arrivare fino in fondo può fermarsi prima, sostando per la pausa pranzo alla Baita Rododendro, poco oltre metà salita.

Dove parcheggiare l’auto
Cima Sappada

Seguendo le indicazioni di Google Maps si arriva in auto a Cima Sappada e si lascia la macchina in paese: una buona opzione è la zona vicino al campo sportivo (punto preciso a questo link). Da lì si prende la strada della Val Sesis in direzione delle Sorgenti del Piave.

Il punto di partenza è poco più in là, sulla strada che porta al caratteristico borgo Sappadino che invita il viaggiatore a intraprendere la via nello zigzagare dei suoi ciottoli.

Superato il borgo, il primo tratto — circa un chilometro — si percorre su una stradina asfaltata, stretta e poco trafficata, che sale tra il bosco e la parete. Poco oltre, il sentiero naturalistico vero e proprio si stacca sulla sinistra, scendendo dalla strada verso il fiume: l’imbocco è un viottolo di terra battuta che entra tra la vegetazione, con il Piave subito sotto. Nella galleria a fondo pagina potete vedere questi dettagli.

Dettagli del trekking
Da Cima Sappada alle Sorgenti del Piave sul sentiero naturalistico Piave

Luogo: Cima Sappada (1290 m) — strada della Val Sesis

Punto di partenza: Parcheggio Malga Pramosio

Difficoltà: Facile

Sentiero/i CAI: Sentiero naturalistico Piave – Val Sesis, n. 8 (bollo giallo)

Km totali: 19,2 km

Tempo totale: 5h 30m

Dislivello: 690m

Altitudine Min-Max: 1290m - 1840m

Punti d’acqua: Un paio di fontane

Punti ristoro/appoggio: Rifugio "Sorgenti del Piave"

Ambiente: Traccia forestale, sentieri sterrati, strada asfaltata, bosco, guadi

Ciaspolabile: si

Per amici a 4 zampe: si

Guida al Trekking
Da Cima Sappada alle Sorgenti del Piave sul sentiero naturalistico Piave

Si parte camminando sulla strada della Val Sesis, dove un primo cartello a più frecce, appeso su una tipica casa in legno, indica le mete della valle — Rifugio Pier F. Calvi, Sorgenti del Piave, Piani del Cristo, Baita Rododendro — la lasceremo allo nostra destra per proseguire su strada asfaltata, comodamente sul lato ciclo-pedonale.

Dopo circa un chilometro e mezzo il sentiero si sposta sulla sinistra e scende dalla strada verso il fiume: si lascia l’asfalto e si entra nel bosco su terra battuta, con il Piave che si sente scorrere poco più in basso.

Comincia qui il tratto più giocoso e sdrucciolevole, fatto di attraversamenti in legno e ponticcioli sospesi che intrecciano il corso del fiume. Il primo è un ponticello di assi appoggiato su un greto largo di ciottoli chiari, con l’acqua limpida che forma pozze verdi. Poco dopo si sale una passerella-scaletta di tronchi provvista di corrimano che si eleva sopra il letto roccioso del torrente: è il tratto più scivolo, ma che più diverte i bambini.

Sulla breve salita che segue, la roccia a lato del sentiero custodisce una Madonnina, in devozione a Santa Maria di Luggau. Da qui, un centinaio di metri più su, si scavalca il torrente su un ponte fatto di un solo grande tronco squadrato, con traversine inchiodate a fare da appoggio, tra i massi e le placche di roccia levigata: è il passaggio che riporta nel bosco, in direzione della Baita Rododendro a circa 2,5 km dalla partenza.

A un certo punto il sentiero incrocia e attraversa la strada asfaltata, su un ponticello con guardrail, che voi dovete attraversare verso sinistra per poi riprendere sull’altro versante. A destra c’è un altro rifugio, ma noi abbiamo deciso di proseguire. Proseguite dunque lungo la strada e troverete subito dopo, su un albero, il cartello giallo “Baita Rododendro Km.1” ad annunciare che manca poco per arrivare al rifugio. Il fondovalle qui si distende e il fiume vi accoglie intenso: l’ampio greto asciutto del Piave, tutto ghiaia e pietre bianche, apre la vista verso le cime della testata della valle — un punto naturale per una sosta e perchè no un breve bagno. I vostri amici a 4 zampe ringrazieranno.

Si arriva così alla Baita Rododendro al km 4, rifugio-baita con un ampio parcheggio, i tavoli all’aperto e un po’ di andirivieni. È lo snodo del percorso: qui un masso dipinto elenca le mete e i tempi dei diversi sentieri CAI che salgono da questo punto (Laghi d’Olbe, Passo del Mulo, Monte Lastroni, Monte Piana, Rifugio), e i segnavia su un albero indicano “Laghi d’Olbe” (bianco-rosso) e “Plodar Roste” (giallo). Chi vuole accorciare il giro può fermarsi qui.

Oltre la baita si prosegue sul sentiero naturalistico Piave – Val Sesis n. 8, ben segnalato con il bollo giallo: si rientra per un tratto nel bosco e si alterna con la strada asfaltata di fondovalle (è possibile alternare i percorsi oppure decidere di fare tutto su strada asfaltata). Salendo, il paesaggio cambia completamente volto e diventa ancora più selvaggio. Si sbuca in una radura erbosa e il grande massiccio grigio del gruppo del Peralba è lì di fronte, lo sterrato punta dritto verso la parete che si fa sempre più vicina e imponente.

L’ultimo km è in quota aperta: prati ampi, cime lontane all’orizzonte, colori e profumi si fanno intensi. Con buona probabilità verrete accolti da qualche mucca con l’allegro campanaccio che occuperà la strada in attesa di fare le dovute presentazioni. In fondo si arriva al cippo di pietra sormontato dall’elmo da alpino, con le lapidi che recitano “Qui nasce il Piave” e “Nel I centenario dell’Unità d’Italia — Il Comune di Sappada”. Siete giunti alle Sorgenti del Piave, ai piedi del Monte Peralba (9,8 km, 1840 m; quota ufficiale 1830 m). È qui che abbiamo deciso di fare la nostra sosta: il Rifugio Sorgenti del Piave (aperto da giugno a settembre) è il punto in cui ci siamo fermati prima di rientrare.

Per il ritorno si scende ripercorrendo in buona parte la strada asfaltata della Val Sesis, passando di nuovo dalla Baita Rododendro, con qualche breve tratto nel bosco — una discesa comoda e panoramica. In tutto, andata e ritorno, la giornata ha totalizzato circa 19,2 km e 600 m di dislivello.

Dati tecnici e Traccia GPX
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Dove fermarsi a mangiare
Rifugio Sorgenti del Piave a Cimasappada

Quando un rifugio è anche sorgente di piacere, puoi solo goderti il momento e ringraziare!

Il rifugio “Le Sorgenti del Piave” prende il nome dall’omonima destinazione, tappa finale del nostro viaggio, prima del ritorno a casa. Perfettamente attrezzata è dimora per turisti e appassionati della montagna che qui possono soggiornare arrivando a piedi da Sappada attraverso il sentiero naturalistico della Val Sesis oppure comodamente in macchina su strada asfaltata. Qui è presente un ampio parcheggio libero dedicato agli avventori.

Tra i diversi rifugi della zona è il più tattico, in quanto è esattamente a metà percorso per chi parte da Sappada per visitare le Sorgenti.

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